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14 ottobre 2014

Crescere i gemelli consigli pratici

Bambini e figli. Quando in casa arrivano due neonati o più, la felicità è doppia, tripla... come l’impegno fisico, i  primi mesi sarà dura ma, che felicità vederli poi crescere e giocare insieme. In questo post alcuni piccoli consigli per gestire al meglio la vita quotidiana...

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10 ottobre 2014

La cura del bambino il bagnetto

Bambini e figli- I primi mesi di vita di un bambino richiedono molte cure e attenzioni, il bagnetto è un momento molto Importante per l'Igiene e il benessere di un neonato ...

Blog di rimedi della nonna: La cura del bambino il bagnetto
Quando in casa arriva un bambino l'obiettivo più importante per un genitore è accudirlo nel migliore dei modi. All'inizio si può commettere qualche errore, può accadere di dimenticarsi delle cose più ovvie o sentirsi impacciati soltanto a sollevarlo dalla culla o fare il bagnetto...
La completa cicatrizzazione dell’ombelico, in genere, dopo una settimana dalla caduta del moncone ombelicale dà il via libera al bagnetto. Anche se non c’è un momento ideale per fargli il bagno, l’esperienza consiglia di compiere questo rito prima del penultimo pasto della giornata, vale a dire verso le 8 di sera: l’effetto rilassante può essere sfruttato per il riposo notturno. E’ importante che abbiate tutto a portata di mano: il sapone, una spugna o un guanto morbido, un asciugamano caldo per avvolgerlo, oltre a seguire delle piccole regole:
1) Scegliere per il bagnetto un sapone neutro, poco aggressivo: fino a tre mesi, infatti, la pelle del bambino è molto sottile e il suo strato superficiale non ha ancora un’efficace barriera protettiva.
2) Controllare la temperatura dell’acqua, che può essere fatto con termometri a lettura istantanea o, più tradizionalmente col contatto del gomito della madre o del padre con l’acqua;
3)  il bagno può essere eseguito direttamente nella vasca di casa o, ancora meglio, in una vaschetta per bambini, mettendo sul fondo un tappetino di gomma per ridurre il rischio di scivolamento; Attenzione: non fare mai scorrere l’acqua quando il bambino è nella vasca: potreste rischiare di scottarlo, se l’acqua è troppo calda o raffreddarlo con un getto gelato.
4) Immergere il piccolo gradualmente, ricordando che il bimbo si sente insicuro e impaurito quando è nudo, perciò è opportuno tenerlo saldamente, appoggiando il dorso e la testa sull' avambraccio sinistro e sostenendogli la spalla e il braccio con la mano, in questo modo avrete la mano destra libera per lavargli viso, collo, torace, genitali e gambe. Basta poi girare il piccolo, appoggiandolo sul braccio per lavagli schiena e sederino.
5) Mentre viene lavato, il piccolo può gradire molto che gli parliate o gli offriate giochini in modo da rendergli questo momento particolarmente piacevole
6) Se invece protesta, piange, si irrigidisce non vuol dire che non ama l’acqua, ma che avverte qualche elemento di disagio (temperatura, schizzi, insicurezza da parte di chi lo sostiene, ecc.). In questo  caso  sarà opportuno  cercare  di comprendere le ragioni di questo disagio e provare a rifare il bagnetto dopo qualche giorno
7) La stanza dove viene effettuato il bagno dovrà essere sufficientemente riscaldata, evitando però  l’eccessivo surriscaldamento e la relativa umidità
Dopo il bagno, avvolgerlo nell’asciugamano tamponandolo delicatamente per asciugarlo, aspettare qualche secondo prima di scoprirlo di nuovo, controllare che sia ben asciutto e rivestirlo.
Leggi anche Il cambio dei pannolini nel neonato

5 ottobre 2014

Perchè donare il cordone ombelicale

Bambini e Figli. Subito dopo la nascita sia la placenta che il cordone ombelicale ad essa attaccato vengono generalmente buttate via, oppure rimangono inutilizzati, c'è chi è disposto a pagare pur di conservarlo per sé e c'è chi non lo vuole donare, e chi non ne sa nulla. Eppure la ricerca ha scoperto che nei tessuti placentari e ombelicali vi è la presenza di cellule staminali cellule emopoietiche in grado di produrre emazie, leucociti e piastrine, che svolgono le stesse funzioni del midollo osseo.




Blog di Rimedi della nonna:  Perchè donare il cordone ombelicale

L'Articolo che Segue è tratto dal mensile Acqua & Sapone...  "Quando si parla di donazione del cordone ombelicale a dominare è la confusione. C'è chi dice che si può, chi non ne sa nulla, c'è chi è disposto a pagare pur di conservarlo per sé e c'è chi non lo vuole donare.

Ma cominciamo dal principio: perché è importante il cordone ombelicale?

In tutto il mondo la leucemia è in continuo aumento. L’Italia, nell’ambito dei Paesi occidentali, è al primo posto nell’incidenza della malattia con 10-12 nuovi casi all’anno ogni 100 mila abitanti. Nel complesso, circa 500 di questi riguardano bambini al di sotto dei 14 anni.
Per alcuni casi la guarigione dipende dalla tempestività con la quale viene effettuato il trapianto di midollo osseo. Di solito, per un paziente in attesa di trapianto la probabilità di reperire un donatore compatibile in ambito familiare è pari al 25% circa. Del restante 75%, solo il 35% riesce a reperire un donatore compatibile nei Registri Internazionali di midollo osseo (circa 9 milioni di unità).
Ma, tutti coloro che non dispongono di donatore di midollo osseo compatibile e, soprattutto, non possono permettersi di attendere i tempi della ricerca (circa 6 mesi), possono trovare un’alternativa altrettanto sicura nel sangue da cordone ombelicale che è efficace anche per curare le talassemie e alcune gravi carenze del sistema immunitario.

Perché i medici non informano le pazienti?

Parlando con donne e uomini diventati genitori o in procinto di mettere al mondo un figlio, ho scoperto che pochi di loro sono a conoscenza della possibilità di donare il cordone. Ma, vista l'importanza di questa donazione, perché i medici non informano le mamme? 
Abbiamo sentito la Ginecologa Immacolata Marcucci, del Dipartimento Area Tutela della Maternità e dell'Infanzia presso l'Ospedale Santa Maria Goretti di Latina: «Io, personalmente, ho sempre spiegato alle gestanti che esiste questa possibilità. Ma il problema è a monte: non c'è personale e nel Lazio c'è una sola banca per la raccolta del sangue proveniente dal cordone ombelicale, l'ospedale Sant'Eugenio di Roma. La difficoltà non è tanto nel prelevare, quanto poi nel conservarlo in un kit ad hoc e nel trasportarlo in banca. A Latina si era cominciato a procedere in questo senso, ma siamo sotto organico e abbiamo dovuto interrompere la procedura. Pensa che le ostetriche nel nostro ospedale fanno straordinari non pagati - come molti di coloro che lavorano nelle strutture ospedaliere - e si occupano di una ventina di parti al giorno: come potrebbero anche occuparsi della raccolta del sangue ombelicale? Lo Stato dovrebbe fare qualcosa per incentivarle, visto che il cordone ombelicale sarebbe la soluzione a molti linfomi e leucemie di età pediatrica».
è un problema anche di strutture?

«Certamente. Ora come ora se tutte le mamme donassero il cordone ombelicale non ci sarebbe un numero sufficiente di strutture in cui conservarli».  è un’utopia, dunque, pensare che tutti gli ospedali possano raccoglierli. «Solo il 25% del materiale disponibile alla donazione poi viene tipizzato (classificato secondo le caratteristiche indispensabili per stabilire la compatibilità - ndr) e congelato - spiega Giuseppe Leone, direttore dell’istituto di Ematologia del policlinico Gemelli di Roma -. Ci vorrebbe personale preparato a svolgere al meglio il prelievo e laboratori attrezzati ad una procedura complessa come la tipizzazione, che in molte Regioni, come il Lazio, non viene rimborsata e pesa sul bilancio dell’ospedale».  

COME FARE A DONARE

Le donne interessate alla donazione del sangue del cordone ombelicale possono rivolgersi al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale in cui partoriranno. La donazione è volontaria, anonima e gratuita. La madre deve acconsentire a sottoporsi ad un check up, alle indagini di laboratorio e ai test previsti dalle disposizioni vigenti ai fini di accertarne l’idoneità. Anche il padre deve essere sottoposto a controlli al fine di escludere la presenza di eventuali malattie genetiche. Una volta espresso il proprio consenso alla donazione presso la struttura abilitata alla raccolta, saranno gli operatori stessi ad introdurre la futura mamma nel percorso, completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, e che prevede: colloquio con un medico o con il personale ostetrico opportunamente formato dalla Banca del Sangue Cordonale per la compilazione del questionario sulle condizioni di salute generali, prelievo del sangue per l’esecuzione degli esami (test virologici) previsti per la donazione del sangue al momento del parto, controllo della salute della madre tra i 6 e i 12 mesi dal parto della madre e del piccolo donatore con ripetizione degli esami di legge obbligatori sulla mamma per confermare definitivamente l’idoneità del campione di sangue prelevato per fini allogenici.

Acqua & Sapone

30 settembre 2014

Il cambio del pannolino nei neonati

Bambini e figli. Il cambio del pannolino nei neonati,  è un'operazione fondamentale per prendersi cura dell'igiene personale del bambino, che vedrà impegnate le mamme più volte al giorno, ecco qualche consiglio....

Blog di rimedi della nonna: Il cambio del pannolino nei neonati 
Il cambio del pannolino nei neonati,  una volta tornate a casa dall'ospedale è un'operazione fondamentale per prendersi cura dell'igiene personale del bambino, che vedrà impegnate le mamme più volte al giorno: prima e dopo ogni poppata e ogni volta che il bambino si è scaricato (non è il caso, però di svegliare il piccolo per cambiarlo nè è indispensabile farlo in occasione delle poppate notturne, se non è necessario). 
La scelta del pannolino si basa sul peso e sull’età del bambino, la taglia deve essere perfetta in modo che sia ben aderente alle cosce e all'addome senza stringere troppo. Il cambio del pannolino non è un operazione complicata, l'unico accorgimento è essere ben organizzate.
Tenete sempre pronto vicino al fasciatoio un cambio completo di tutto ciò che vi serve, in modo da rendere l’intera operazione più semplice per voi o per chi lo fa per voi: spugna morbida, salviettine, pomata all'ossido di zinco, asciugamano, biancheria di ricambio e un pannolino asciutto.
Sdraiare sul fasciatoio il bambino a pancia in su e spogliarlo, se indossa un body con i bottoncini non è il caso di scoprirlo tutto e nel caso in cui faccia freddo coprire il pancino con un telo pulito. Quindi, sollevandolo con una mano per le caviglie e tenendo un dito tra esse per evitare lo sfregamento, togliergli il pannolino sporco. 
Se vi sono feci, eliminare con un angolo del pannolino o un fazzoletto di carta quella in eccesso. Lavate bene con acqua tiepida o con le salviettine detergenti tutta l'area genitale, da davanti a dietro,  per le bambine è necessario per non trasferire germi dal sederino e poi il culetto:
1)  sciacquare il piccolo nel lavandino, sorreggendolo saldamente a pancia in giù sul braccio sinistro e lavandolo con la mano destra, usando acqua tiepida e pochissimo sapone neutro specifico per loro. 
2) oppure sul fasciatoio usando una spugna inumidita o salviette specifiche.
Con un asciugamano pulito tamponare delicatamente il culetto e tutta la zona del pannolino (anche tra le pieghe delle gambe per evitare che residui di umidità possano irritare la pelle) senza sfregare. 
Poi, sempre tenendo le gambine del bimbo sollevate, sistemate sotto il sederino il nuovo pannolino già aperto; applicate la pomata all'ossido di zinco che ha un’azione sia protettiva, sia preventiva nei confronti dell'azione della pipì; chiudete il pannolino con gli appositi cerotti adesivi (nei maschietti, piegare delicatamente il pene verso i piedini per evitare fuoriuscite da sopra) e terminate di vestirlo.
E per finire: 
1) Ricordate di lavare sempre le mani, prima e dopo ogni cambio. 
2) Il pannolino non deve mai essere troppo stretto.
2) Gli adesivi dei pannolini devono essere fissati davanti.
3) Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio sul quale avrete messo un asciugamano piegato più volte, così da assicurare al piccolo morbidezza e igiene
4) Quando la pelle è irritata, l’alternativa migliore all’acqua è l’olio d’oliva o di calendula. 
5) I bambini non vanno lasciati soli sul fasciatoio neppure per pochi istanti: mentre lo cambi mantieni sempre un contatto con il suo corpo, anche solo con una mano. 
6) Durante il cambio del pannolino via libera a coccole, giochi e carezze.

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Neonati, la prima visita pediatrica
La cura del bambino il bagnetto

29 settembre 2014

E' nato, la scelta del pediatra

Bambini e figli. Ogni bambino, sin dalla nascita, deve avere il suo pediatra per poter accedere a tutti i servizi e prestazioni garantiti dal Servizio sanitario nazionale compresi nei Livelli essenziali di assistenza. La scelta del pediatra, dovrà essere per i genitori ma anche per il bambino un punto di riferimento sicuro e affidabile.

Blog di rimedi della nonna; è nato, la scelta del pediatra

Il pediatra è il medico che si prenderà cura prestando assistenza diretta, qualificata e globale sulla salute del bambino da 0 fino ai 14 anni,  (i bambini da 0 a 6 anni devono obbligatoriamente essere seguiti da un pediatra, mentre a partire dal 6° anno i genitori possono decidere se passare al medico di medicina generale) consigliandoci sull’alimentazione, sull’igiene e la cura del bebè e prestando le cure necessarie affinchè, il bambino cresca sano e forte.
L'iscrizione al servizio sanitario nazionale garantisce l'assistenza pediatrica e può essere effettuata  da uno dei due genitori, basta recarsi presso gli uffici della ASL di residenza del piccolo con i seguenti documenti:
Certificato di nascita del bambino o autocertificazione firmata da uno dei due genitori;
Codice fiscale del genitore;
codice fiscale del bambino. 
Prima di scegliere è bene raccogliere delle informazioni sui possibili candidati, tra conoscenti, amici, ginecologo, medico di famiglia ecc. Quando avrete raccolto una rosa di nominativi, verificate i loro orari esposti negli elenchi alle Asl, se ricevono su appuntamento e quale è la loro disponibilità per le visite a domicilio. Le risposte che otterrete vi consentiranno di operare una prima selezione.
A questo punto basta scegliere il pediatra tra quelli iscritti negli elenchi appositi lì esposti, e l’impiegato addetto vi consegnerà un tesserino  con il quale il nuovo nato entrerà a far parte degli assistiti del Sistema Sanitario.
Il pediatra scelto dagli elenchi della ASL, (come per il medico di famiglia) può essere cambiato in qualsiasi momento.  Le visite entro l’anno di vita del bambino avvengono mensilmente e poi man mano che cresce diminuiranno fino a farne una o due all’anno.
Il pediatra assicura le seguenti prestazioni:
visite mediche ambulatoriali e domiciliari;
prescrizione di visite specialistiche, esami e terapie di varia natura;
prescrizione di farmaci;
proposte di ricovero ordinario ospedaliero ovvero in cliniche private convenzionate;
richiesta terapie infermieristiche;
cicli di cure termali;
certificazioni varie, tra queste: certificati di malattia (per chiedere l’astensione dal lavoro del genitore);
certificati di idoneità sportiva nell’ambito scolastico, a seguito di richiesta scritta della scuola;
certificati, obbligatori per legge, per la riammissione a scuola o al nido per malattie infettive

Leggi anche:
Neonati, la prima visita pediatrica

24 settembre 2014

Neonati, la prima visita pediatrica

Bambini e figli. La prima visita pediatrica del neonato è un incontro importante e avviene dopo circa due settimana e comunque non oltre il mese e mezzo dalla nascita...


Blog di rimedi della nonna: Neonati, la prima visita pediatrica
La prima visita pediatrica del neonato, non è una visita vera e propria, ma un semplice controllo sullo stato di salute del bambino per tranquillizzare i neo-genitori, che potranno porgli tutte le domande necessarie, farsi spiegare come gestire il bambino e come, eventualmente, curarlo.
 Portare con Voi la cartella della nascita e un quaderno, la prima servirà al pediatra per controllare i dati e gli esami neonatali, (storia medica della famiglia e dei genitori, informazioni sulla gravidanza e sul parto), il secondo sarà utile a Voi per appuntare non solo i dubbi e le domande da sottoporre al pediatra al momento della visita, ma anche le indicazioni sui farmaci da somministrare al bambino, i futuri appuntamenti e le scadenze vaccinali.
Un semplice controllo quindi sullo stato di salute del bebè in cui il pediatra prima ancor di fare la visita vi chiederà quali problemi avrete riscontrato a casa in questo periodo di rodaggio: sonno, allattamento, funzioni intestinali, ecc e vi consiglia su come procedere per risolvere tali problemi.
E infine la visita vera propria, in cui il pediatra controllerà la crescita in peso e in altezza, la circonferenza cranica e  della fontanella, verificherà il buon funzionamento di organi e apparati: cardiocircolatorio, respiratorio, addome e genitali, neuromotorio ( il bambino viene posto in determinate posizioni per vedere se è in grado di muovere bene testa braccia e gambe), ortopedico e di risposta agli stimoli ( il controllo dell'udito e della vista attraverso la reazione al rumore e al riflesso rosso)
Un semplice appuntamento di conoscenza reciproca tra mamma, papà e medico che permetterà al pediatra di valutare lo stato di salute generale del bambino, che servirà a  tranquillizzare i genitori, a chiarire i loro dubbi e rispondere alle loro domande e richieste.
Se non ci sono problemi particolari, il controllo successivo è fatto di solito verso la fine del mese seguente.

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23 settembre 2014

La nascita di un figlio.

Consigli e trucchi dell'esperienza

Bambini e figli. La nascita di un figlio  è un'esperienza "sorprendente" e "travolgente che cambia la vita,questa frase si sente ripetere di continuo, quando si parla di gravidanza da amici e parenti, e molte domande si affacciano alla mente dei neo genitori, con questa nuova rubrica dedicata ai "bambini e ai figli" proporremo alcuni consigli e qualche trucco derivato dall'esperienza per sapere come comportarsi.


Blog rimedi della nonna: La nascita di un figlio.
La nascita di un figlio è sempre una emozione meravigliosa, evento che è però accompagnato prima ( durante i nove mesi ) e dopo (la nascita) da profondi cambiamenti sia fisici che psicologici:
alcuni organi modificano le loro funzioni e le loro dimensioni per prepararsi ad accogliere, nutrire, coccolare e portare fino alla nascita il bambino (gli stessi  organi hanno bisogno poi di tempo per ritornare alla normalità).
Alla nascita altri ormoni e altri organi devono produrre il nutrimento necessario per il piccolo, e sempre in questo periodo inizia per il nostro corpo una fase di assestamento, il puerperio che dura circa 6-8 settimane ...
Da qui  ha inizio l'avventura di questo blog che vuole essere un manuale di puericoltura per i primi anni di vita del bambino e degli stati d'animo delle mamme.
Vedremo insieme come prendersi cura del futuro bebé, gestazione, nascita, sviluppo durante i primi anni di vita, il ruolo di entrambi i genitori nei confronti del bambino, il lavoro, l'alimentazione, le abitudini igieniche, lo svezzamento, i giocattoli e gli altri stimoli,  le paure, le mete da raggiungere, la scuola, le malattie,  i problemi educativi.
Proporremo di seguito alcuni consigli e qualche soluzione pratica  per sapere come comportarsi davanti ad un disturbo o a qualche difficoltà ... parleremo di tutto questo e molto altro ancora.

Naturalmente siete invitati ad inviare le Vostre esperienze di genitori, vi aspetto in tanti questa nuova rubrica a presto!

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